Tensioni in Libano: l’esercito circonda basi palestinesi

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Cresce la tensione in Libano: l’esercito ha circondato basi palestinesi radicali al confine con la Siria. Proprio in Siria, intanto, il presidente Assad assicura che verrà processato chiunque sia coinvolto nell’omicidio dell’ex premier libanese. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

L’esercito libanese ha circondato due basi militari di un gruppo palestinese radicale filosiriano. Le autorità di Beirut hanno inviato circa 400 soldati e creato un posto di blocco nei pressi di un villaggio nella valle orientale della Bekaa, dove il cosiddetto ‘Fronte per la liberazione della Palestina’ ha il suo quartiere generale. Il provvedimento è stato preso all’indomani dell’uccisione di un soldato siriano da parte di presunti militanti palestinesi.

Usa e Francia minacciano sanzioni contro la Siria

Nella vicina Siria, intanto, il presidente Bashar Assad assicura, in una lettera inviata ai governi di Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna, che verrà processato qualunque siriano accusato di coinvolgimento nell’assassinio dell’ex premier libanese. Ieri gli Stati Uniti e la Francia avevano minacciato di ricorrere a sanzioni economiche contro la Siria se il governo di Damasco non collaborerà pienamente con l’ONU. Nella risoluzione delle Nazioni Unite si chiede alla Siria di collaborare all’inchiesta sull’omicidio di Hariri consentendo al procuratore tedesco Mehlis di interrogare i membri dell’esecutivo siriano sospettati di essere coinvolti nell’attentato. Il portavoce del ministero degli   Esteri russo ha dichiarato, infine, che la Russia è contraria all’ipotesi di sanzioni contro la Siria. La Russia –  ha detto il portavoce – farà tutto il necessario per bloccare tentativi di imporre misure restrittive contro Damasco.

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