Mediterraneo, uno scrigno minacciato da un mare di plastica

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Amedeo Lomonaco, il mio articolo su VaticanNews L’8 luglio si celebra la giornata internazionale del Mediterraneo, un’occasione per aumentare la consapevolezza sui pericoli che minacciano il “Mare Nostrum” e per ricordare alcune riflessioni di Papa Francesco sull’importanza della salvaguardia ambientale marina.

Il Mediterraneo, che letteralmente significa “in mezzo alle terre”, è un tesoro della biodiversità marina. Pur occupando solo una superficie pari a circa l’1% di tutti gli oceani, ospita oltre 12 mila specie marine. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli che minacciano questo scrigno, tra cui lo sviluppo economico insostenibile e le micro plastiche, si celebra l’8 luglio la Giornata internazionale del Mar Mediterraneo. La salute del “Mare Nostrum”, dove molte persone hanno perso la vita nel tentativo di fuggire da guerre e povertà, è sempre più precaria: la quantità di plastica è destinata a crescere ogni anno del 4%. Altre criticità sono legate ai cambiamenti climatici. Secondo la Fao, l’area marina che comprende il Mediterraneo e il Mar Nero è quella soggetta a maggiore sfruttamento ittico. Il “Mare Nostrum”, in particolare, è attualmente il tratto marino più sovrasfruttato del mondo, con oltre il 90% di stock pescati oltre quello che è considerato il livello sostenibile. Nel Mediterraneo le specie più importanti sono sfruttate, a livello commerciale, 10 volte di più rispetto a quanto consigliato dagli scienziati.

Un mare da salvare

Il Papa ha compiuto l’8 luglio del 2013 il suo primo viaggio fuori dal Vaticano a Lampedusa, l’isola simbolo della sofferenza di tanti migranti nel Mediterraneo. Francesco ha più volte ricordato il dramma di migliaia di persone morte in questo specchio di mare, che è diventato – come ha ricordato lo stesso Pontefice – “il cimitero più grande dell’Europa”.

Durante il Pontificato, il Papa ha anche ricordato i danni arrecati alla nostra Casa comune, tra cui quelli causati dalla plastica. Nell’enciclica Laudato si’ Francesco sottolinea che “l’educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente”. L’emergenza climatica minaccia gravemente la natura e la vita. Il Papa lo ribadisce nel messaggio per la celebrazione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato del primo settembre del 2019. “Lo scioglimento dei ghiacciai, la scarsità d’acqua, l’incuria dei bacini idrici e la considerevole presenza di plastica e microplastica negli oceani – scrive Francesco – sono fatti altrettanto preoccupanti, che confermano l’urgenza di interventi non più rimandabili”.

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