Iraq: ennesimo attentato a Baghdad

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

In primo piano l’Iraq, da dove arrivano notizie di un ennesimo attentato a Baghdad, di drammatici bilanci riferiti al 2006 e di uno scioccante video sull’uccisione dell’ex presidente iracheno, Saddam Hussein. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

In Iraq, almeno tre iracheni sono rimasti uccisi per l’esplosione di una bomba a Baghdad. Il ministero degli Interni iracheno ha reso noto, poi, che sono stati almeno 12 mila i civili morti nel 2006 a causa di scontri e violenze. Il mese più sanguinoso è stato quello di dicembre, con 1930 vittime. Secondo stime delle Nazioni Unite, le vittime lo scorso anno sono state, mediamente, circa 120 al giorno. Quest’ultimo dato comprende, oltre ai civili, anche agenti e soldati. Negli Stati Uniti, il quotidiano ‘New York Times’ ha pubblicato, inoltre, sul proprio sito, le immagini e le storie dei 3 mila soldati americani morti nel Paese arabo dopo quasi quattro anni di guerra.

In rete nuovo video dell’uccisione di Saddam Hussein

Su Internet è stato diffuso, intanto, un nuovo video sull’uccisione di Saddam Hussein, realizzato probabilmente di nascosto da un testimone con un cellulare. Tra insulti contro l’ex rais e grida in favore dell’estremista sciita, Moqtada Al Sadr, si sente anche in sottofondo una preghiera recitata dall’ex presidente iracheno poco prima dell’apertura della botola. Il governo iracheno ha subito aperto un’inchiesta. “Il filmato – ha dichiarato il consigliere per la sicurezza nazionale – arreca gravi danni su tutti i fronti, su quello della riconciliazione nazionale, del dialogo, della politica dei Paesi arabi verso la guerriglia e della violenza di matrice confessionale”.

Si temono ripercussioni in tutta la regione

Le prime ripercussioni sembrano riguardare, per il momento, solo la politica interna irachena. Il quotidiano britannico “Times” ha rivelato, in particolare, che un gruppo sunnita ha deciso di sospendere il negoziato condotto finora con il governo. Ma le preoccupazioni riguardano l’intera regione. Per questo, il direttore del dipartimento Affari internazionali del ministero per il Dialogo, ha annunciato di volersi recare nei vicini Paesi arabi per spiegare il perché dell’esecuzione di Saddam Hussein, a poche ore dalla festa musulmana del sacrificio, tradizionale tempo del perdono.

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