Iraq, Referendum su Costituzione: prosegue spoglio

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

In Iraq, lo spoglio delle schede del referendum sulla nuova Costituzione prosegue in un clima dominato dalle violenze: a Ramadi, capoluogo della turbolenta provincia sunnita di Al Anbar, almeno 70 ribelli sono stati uccisi in seguito a raid aerei americani. Lo hanno riferito fonti militari statunitensi aggiungendo che l’esplosione di una bomba ha causato ieri, sempre a Ramadi, la morte di cinque marines. In questo quadro instabile si deve comunque registrare un dato positivo: oltre il 60 per cento degli elettori ha partecipato al voto di sabato scorso. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Il presidente statunitense, George Bush, ha sottolineato l’alta partecipazione degli iracheni ed il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha detto che, con ogni probabilità, la Costituzione è stata approvata. Ma dai primi risultati emerge un quadro incerto. Nella provincia sunnita di Salaheddin, dove è nato l’ex rais Saddam Hussein,oltre il 78 per cento degli elettori ha votato ‘no’. Sembra scontata una netta vittoria del fronte del ‘no’ anche nella provincia di Al Anbar dove l’affluenza è stata molto alta.

Incertezza a Ninive e Diyala

C’è incertezza, invece, nelle altre due province sunnite, Ninive e Diyala. In queste due zone l’esito della votazione è decisivo. Le norme elettorali prevedono, infatti, la bocciatura della Costituzione in caso di ‘no’ da parte dei due terzi dei votanti in almeno tre delle 18 province irachene. Il risultato di questo referendum influirà, inoltre, sulle elezioni legislative previste il prossimo 15 dicembre. Se la Costituzione verrà approvata, si voterà per eleggere un Parlamento con pieni poteri e con un mandato di 4 anni. Se il testo costituzionale verrà respinto, si voterà invece per formare una Assemblea transitoria alla quale verrà presentata una nuova bozza della Costituzione.

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