Iraq: violenta esplosione a Baghdad

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

In Iraq una violenta esplosione ha devastato, stamani, Baghdad provocando la morte di una persona ed almeno 14 feriti. Nella capitale sono stati rapiti, inoltre, tre occidentali nel quartiere di Al Mansour, una delle aree più eleganti della città che ospita gran parte degli stranieri non residenti nella super protetta “zona verde”. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Come nel caso delle due italiane Simona Torretta, Simona Pari e di due collaboratori iracheni dell’associazione “Un ponte per”, altri tre stranieri sono stati prelevati questa mattina dalla loro abitazione. Il ministro dell’Interno del governo provvisorio iracheno ha dichiarato che si tratta di un inglese e di due americani. Ma nessuna conferma è arrivata, finora, da Londra e da Washington. Le modalità del sequestro sembrano simili,secondo le prime ricostruzioni, al rapimento delle due volontarie italiane. Non ci sono state sparatorie e sul luogo del rapimento non risultano segni di colluttazione.

Frattini: si lavora per la liberazione delle volontarie

E sulla vicenda delle due ragazze rapite in Iraq, il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha informato il Parlamento dei risultati della sua recente missione nel Golfo. Obiettivo “di fondo” del governo – ha detto – è la liberazione piena, rapida e sicura delle due italiane. Frattini ha chiesto riserbo assoluto e ha sottolineato l’urgenza di adottare una linea comune nelle trattative. “Vanno evitate – ha spiegato – azioni o iniziative parallele” a quelle del governo. Sulla difficile situazione del Paese arabo, Frattini ha anche rimarcato una priorità: “La vita dei civili iracheni – ha detto – deve essere risparmiata”. “Questo – ha aggiunto – è un problema che abbiamo sottoposto agli Stati Uniti”.

Kofi Annan: decisione Usa di invadere l’Iraq è stata illegale

Sull’Iraq ha rilasciato importanti dichiarazioni anche Kofi Annan. Il segretario generale delle Nazioni Unite ha affermato in un’intervista rilasciata alla Bbc che la decisione degli Stati Uniti di invadere, nel 2003, l’Iraq è stata “illegale” perché non è avvenuta in conformità con la Carta delle Nazioni Unite. “Credo – ha aggiunto Annan – che ci sarebbe dovuta prima essere una seconda Risoluzione del Consiglio di Sicurezza per dare il via all’intervento militare”. Replicando ad Annan, il ministro dell’Industria britannico, Patricia Hewitt, ha detto che la guerra “non solo è stata legale ma anche necessaria”. E sulle conseguenze del conflitto, l’intelligence americana ha stilato per la Casa Bianca un rapporto che prevede, nel Paese arabo, diversi possibili scenari, tra i quali anche la guerra civile.

 

 

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