Libano: strage di innocenti a Cana

0
© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Una strage di innocenti, tra cui donne, bambini e anziani, ha scosso il Libano: l’aviazione israeliana ha bombardato, nella notte, il villaggio libanese di Cana provocando la morte di 57 persone, tra cui almeno 27 sono bambini. In un altro bombardamento sono morte altre sei persone. In Israele, intanto, il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha lanciato un nuovo appello per porre fine al conflitto. Il premier libanese, Fuad Siniora, ha chiesto, nuovamente, una tregua immediata. Il primo ministro israeliano, Ehud Olmert, ha affermato, invece, che lo Stato ebraico non intende sospendere le operazioni militari. Sulla situazione in Medio Oriente, il servizio di Amedeo Lomonaco:

 

La sequenza delle fasi del bombardamento israeliano, condotto nella notte sul piccolo villaggio sciita di Cana, è drammatica: dopo una serie di attacchi contro presunti covi di guerriglieri Hezbollah, una bomba ha centrato un palazzo abitato da almeno 100 persone, in gran parte civili. L’edificio è crollato e decine di persone sono improvvisamente state ricoperte dalle macerie. Ma alle grida e alla disperazione dei sopravvissuti, i soccorritori hanno potuto rispondere solo questa mattina, dopo la fine dei bombardamenti notturni.

Dall’inizio dell’offensiva israeliana 750 vittime

Fonti locali hanno riferito, poi, che gli attacchi sono ripresi durante le operazioni di soccorso. Poco dopo, una televisione libanese ha anche trasmesso angoscianti immagini del villaggio e del palazzo bombardato mostrando corpi senza vita di donne, bambini e anziani. Dopo questa tragedia, il bilancio è sempre più pesante: secondo il ministro della Salute di Beirut, le vittime libanesi dall’inizio dell’offensiva israeliana, sono almeno 750.

Profondo dolore dall’amministrazione Usa

Sul versante politico, intanto, il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha dichiarato che non si recherà a Beirut, dove era previsto per oggi un incontro con il premier libanese, e ha espresso “profondo dolore” per la strage di Cana. La Rice, in questi giorni in missione in Medio Oriente, ha precisato che rimarrà in Israele per cercare di arrivare a un accordo che ponga fine al conflitto. Il presidente libanese, il filo siriano Emile Lahoud, ha detto che una visita del segretario di Stato americano in Libano, sarebbe stata “inopportuna”.

Ue: attacco ingiustificato

E a Bruxelles, l’Alto rappresentante della Politica estera e di Sicurezza dell’UE, Javier Solana, ha definito “ingiustificato” l’attacco. Nello Stato ebraico e nel Paese dei cedri, si sono alternate, poi, le motivazioni israeliane dell’attacco con le prese di posizione libanesi. Secondo l’esercito israeliano, che ha annunciato una nuova incursione di terra nel sud del Libano, l’edificio colpito era stato utilizzato, nei giorni scorsi, da combattenti Hezbollah per lanciare razzi contro alcune località della Galilea. La radio militare dello Stato ebraico ha anche aggiunto che nel palazzo si erano rifugiati guerriglieri, denunciando che gli Hezbollah “usano i civili come scudi umani”.

Olmert: nessuna fretta per una tregua

Il premier israeliano, Ehud Olmert, ha dichiarato, inoltre, che lo Stato ebraico “non ha alcuna fretta” di proclamare un cessate-il-fuoco in Libano, precisando che gli abitanti di Cana erano stati avvertiti di lasciare la zona prima che i raid avessero inizio. Olmert ha nache detto di aver dato direttive per far arrivare gli aiuti umanitari a Cana. Sull’altro fronte, il premier libanese, Fuad Siniora, ha chiesto una tregua immediata e una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Siniora ha aggiunto che il Libano non parteciperà a nessun negoziato se non ci sarà subito un cessate-il-fuoco.

Hezbollah minaccia rappresaglie

Il movimento politico militare libanese degli Hezbollah e quello palestinese di Hamas hanno annunciato, inoltre, attacchi e rappresaglie in Israele in risposta alla strage di Cana. Il premier palestinese di Hamas, Ismail Haniyeh, ha detto che, dopo il massacro nel villaggio sciita, Israele “non potrà più raggiungere i propri obiettivi” in Libano. A Beirut sono state organizzate, infine, dure manifestazioni di protesta: centinaia di persone si sono radunate per manifestare contro gli Stati Uniti ed Israele e sono entrate nella sede locale delle Nazioni Unite, dove hanno danneggiato diversi uffici.

Foto:

By MathKnight [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], from Wikimedia Commons

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *