Visita di tre giorni di Ahmadinejad in Libano

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●
Il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, è giunto questa mattina a Beirut, per una visita ufficiale in Libano della durata di tre giorni. Secondo fonti di stampa, il capo di Stato iraniano Ahmadinejad si spingerà fino al confine meridionale con Israele e incontrerà esponenti del gruppo sciita Hezbollah. Si tratta di una visita che assume molteplici significati, come sottolinea al microfono di Amedeo Lomonaco la prof.ssa Marcella Emiliani, docente di Sviluppo del Medio Oriente all’Università di Bologna:
R. – È una visita che ha diversi significati. Innanzitutto, per l’opinione pubblica iraniana, dimostrare al Paese che l’Iran non è isolato. Infatti, Ahmadinejad spazia in Medio Oriente come e quanto vuole e oggi ha, nella Turchia di Erdogan e nel Libano con la sua potente comunità sciita, un alleato importante come Hezbollah.
Il nodo degli Hezbollah
D. – E poi, c’è un significato regionale: la visita di Ahmadinejad avviene, infatti, in un Paese frammentato dove gli estremisti di Hezbollah hanno tutto l’interesse ad alimentare la confusione…
R. – Chiaramente, l’incontro più importante – anche se Ahmadinejad è stato invitato dal presidente Suleiman – è quello tra Ahmadinead e Nasrallah, cioè il segretario generale di Hezbollah. E questo è un messaggio al nemico comune di Hezbollah e dell’Iran, che è Israele.
Ahmadinejad e lo Stato libanese
D. – Un terzo significato di questa visita di Ahmadinejad riguarda lo Stato libanese…
R. – Questa visita contribuisce ad esercitare una pressione molto forte sull’attuale primo ministro libanese, Saad Hariri, il quale sta combattendo una battaglia improba per la operatività del Tribunale internazionale che dovrebbe giudicare gli assassini di suo padre, Rafik Hariri. Né l’Iran né la Siria che sono, come noto, le due potenze regionali più importanti che premono sul Libano e sono entrambe alleate di Hezbollah, vogliono che questo tribunale arrivi a dei risultati. Quindi, è una visita che ha molte valenze. Tutte queste valenze non operano a favore dell’indipendenza del Libano e questo ci dà di nuovo la dimostrazione di quanto il Libano sia un po’ un vaso di coccio circondato da vasi di ferro.
By Marcello Casal, Jr. (Agência Brasil: Gallery, Direct) [CC BY 3.0 br (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/br/deed.en)], via Wikimedia Commons